Un viaggio fotografico in uno dei posti più selvaggi d'Italia.

Michela

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sabato, 06 maggio 2006

sutingiosu8

 

Su Tingiosu è una perla di cui i primi a non intuire il valore sono proprio i cabraresi.
Questo posto di silenzio, dominio assoluto del vento odoroso di erica e rosmarino, ha un handicap imperdonabile agli occhi medi del turista della domenica, anche locale: non ha una spiaggia.

Questa mancanza lo rende un posto non appetibile, il che in un certo senso è la sua fortuna.
Non oso immaginare cosa diventerebbe se fosse possibile arrivarci agevolmente o peggio, persino edificarci.
Ne parlavo con un compaesano decantandone la bellezza, ma lui ha liquidato me e la scogliera con un lapidario: "sì, ma dopo che ci sei arrivato su, che cosa fai? Non c'è neanche una spiaggia..."

Infatti non c'è. Ma se voglio spiagge, ce ne sono per 30 km.
Se sono arrivata sin qui, è evidente che non cercavo una spiaggia.

Cercavo forse un condominio di uccelli senza nome, liberi come il vento che fa loro compagnia sul dirupo.
Magari cercavo la prospettiva delle trasparenze dei fondali visti da 30 metri, scorcio altrove non godibile.
O magari mi dilettavo a frugare tra i profumi intensi della macchia, quella che sulla spiaggia non cresce, riempiendomi gli occhi di piccoli fiordalisi, di viole ciocche spontanee, di bottondoro splendenti come piccoli soli...

Poi arriva la frase definitiva, quella che mi fa capire che è molto meglio che Su Tingiosu resti un luogo inaccessibile:
"Certo, se uno si potesse fare la casa lì..."
Ah, come ho fatto a non pensarci. La casa qui.
Venirci a qualunque ora a vedere lo spettacolo "non è niente di speciale".
invece aprirci la persiana di casa direttamente sopra varrebbe la pena, perchè se è di tutti, non vale nulla, ma se è mio e basta... se ne può discutere.

E' inutile, non capirò mai la logica di chi, vedendo una cosa che incanta, anzichè dire "che bella!" pensa subito "la voglio tutta per me!".

Io voglio che Su Tingiosu resti tutto per sè.

sutingiosu6

Postato da: Grienne a 04:39 | link | commenti (2)
rosmarino, area marina protetta, macchia mediterranea, su tingiosu

venerdì, 05 maggio 2006

ericarosmarino
Sulla sommità della scogliera di Su Tingiosu crescono opulenti i cespugli di rosmarino e di erica, molto spesso intrecciati come questo della foto.
Quando l'ho scattata erano circa le venti, l'aria era densa degli odori balsamici di queste due erbe combinate.

L'erica in particolare è molto sottovalutata, ha un sentore amabilissimo, ma non ho mai sentito che la si usasse per scopi alimentari. Magari è velenosa, non so. Ma di certo l'odore è stupendo. Ha le foglioline ricoperte da una peluria grigia lievissima, che gli da la caratteristica colorazione chiara, così ben distinguibile dal verde brillante del rosmarino.

Sulla sommità della scogliera c'è pochissima terra, subito si trova la roccia. Le radici degli arbusti sono quindi costrette a scorrere lungo la superficie, a volte sporgendo visibilmente, altre volte sbagliando strada, come questa che ho fotografato: si protende sullo strapiombo come una mano pronta a ghermire.
Sotto si intravede la superficie dell'acqua solcata dalle piccolissime onde create dalla brezza serale.

Un posto meditativo, dove andare con una sedia per riconciliarsi con il silenzio.

sutingiosu3

Postato da: Grienne a 14:09 | link | commenti
rosmarino, area marina protetta, macchia mediterranea, su tingiosu

lunedì, 01 maggio 2006

capoE' il regno delle tartarughe.
La testuggine di terra qui trova il suo habitat ideale.
Almeno così dicono i libri, ma deve essere vero, perchè vederne non è una rarità.
Con il suo carapace a scacchi chiaro-scuri si muove lenta nel sottomacchia, battendo sui ciottoli con le unghie dure delle zampe sgraziate. 

Personalmente non capisco come le tarturughe possano mangiare le foglie dure e amarognole che ornano questi arbusti intricatissimi.
Quella che avevo da bambina in casa era così viziata che se l'insalata non era fresca di giornata mi voltava le spalle sdegnata e preferiva un signorile digiuno.

Tra il rosmarino e le palme nane fanno la tana anche le lepri e i loro predatori, le volpi. Non si contano le specie di rapaci che vengono a pasteggiare qui, fregandosene altamente del divieto di caccia imposto agli umani. 

Verso sera le lepri sono così numerose che non è difficile vederne qualcuna saltare al di sopra della linea dei cespugli bassi, come un ago impazzito che rammendi a casaccio un tessuto stramato.

Fotografarle è pura fantascienza, è già molto se riesci a respirare nell'attimo in cui le vedi.


 

Postato da: Grienne a 17:44 | link | commenti
rosmarino, area marina protetta, palme nane, macchia mediterranea, capo san marco

martedì, 07 marzo 2006

 

rosmarino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli aromi che altrove si pagano cari nei supermercati, essicati, qui crescono spontanei praticamente ovunque.

Il rosmarino è parte integrante della macchia mediterranea. In questo periodo fiorisce con opulenza, colorando d'azzurro la costa.
I grossi bombi e le api ci vanno a nozze. Il miele che si ottiene da api che suggono questo polline non ha paragoni per aroma.

Dicono che il nome significa: "rugiada di mare". Le foglie sono lanceolate come aghi apposta per non patire il contatto corrosivo con la salsedine.
La paura di soccombere ne ha fatto un arbusto contorto, fitto fitto, che si vendica della sua sudditanza al mare con questo tripudio di fiori, un fierissimo modo di gridare "Sono qui e sono vivo".

Mi ci riconosco. Le piante ti insegnano un sacco, ma parlano lentamente.
Questa infiorescenza dura quindici giorni e bisogna aspettarla per dodici mesi.

Postato da: Grienne a 10:53 | link | commenti
rosmarino, area marina protetta, is arutas, sinis, macchia mediterranea