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Facendo una passeggiata nelle vie del centro storico può capitare di vedere gioielli come questa facciata. La cornice della porta è antica di oltre un secolo e presenta una serie di motivi ornamentali incisi in una roccia calcarea piuttosto chiara. Il motivo tortile evoca colonnine barocche, alleggerite da motivi floreali. Sull'architrave dominano invece gli immancabili temi religiosi, dalla croce alla raffigurazione di immagini stilizzate di simboli cristiani, in segno di buonaugurio e invocazione di protezione.
Quella della presenza di motivi religiosi nei decori è una costante oggi in disuso: vengono mantenuti quasi tutti gli elementi decorativi tradizionali tranne proprio questo, pegno di una religiosità interpretata in tutte le cose di rilievo per la vita, casa compresa. La vita della comunità cabrarese fino a mezzo secolo fa era completamente ritmata dagli eventi di fede e dai rituali della religione cristiana. Persino nel saluto ho ricordo di questo: quando mia nonna incontrava le anziane amiche non c'era nessun buongiorno tra loro.
- Ave Maria, 'ommai Maria! (comare maria)
- Grazia Plena, 'ommai Rosina! (comare rosina)
- Sia lodau GesuCristu!
- Sempiri sia lodau!
Questa cosa non mancava mai di stupirmi. Oggi non mi stupisce più che ci potessimo allora salutare pregando, considerando che abitavamo in case come questa, segnate di fede in ogni stipite.


La Barbagia ha il cuore di granito, duro e lucente, dove il nero si alterna a striature chiare quasi saline per cristallinità. Nel sassarese domina il biancore del tufo, nel Montiferru e nel Barigadu la trachite e il basalto generano facciate rosse o nero opaco, severo. Verrebbe da dire che ogni pietra somiglia al popolo che la usa.
Dunque in cosa somigliamo all'arenaria, noi cabraresi? Troppo fragile per farci le case sul serio, è però molto bella per ornare, anche in facciate come questa, squadrata e minimalista, che cerca di combinare i disegni tradizionali con un rigore tutto moderno. E' una pietra buona per le apparenze, estremamente scenografica. Interpretazioni come questa la abbinano al ferro battuto, accostamento a mio avviso non molto felice. Il taglio sin troppo regolare dei fregi sugli architravi è una curiosa imitazione del decoro ornamentale tradizionale, una specie di parentesi graffa orizzontale.


I materiali con cui le case vengono realizzate sono quelli della moderna edilizia, ma le rifiniture prediligono sempre più spesso l'utilizzo di risorse naturali presenti sul territorio, in particolare arenaria (la pietra preferita) e basalto. Più raro il caso della trachite, una pietra policroma che non si trova in zona e appartiene di più alla tradizione architettonica di paesi come Fordongianus.
Il Sinis è pieno di arenaria: dai campi i contadini la spietrano continuamente, disossando la terra. Prima era utilizzata soprattutto per realizzare muretti a secco per la delimitazione di campi e proprietà. Solo negli ultimi quindici anni è stata rivalutata come elemento d'arredo decorativo.
E' una pietra fragile, si sbriciola facilmente e per questo si presta bene ad essere incisa con piccoli fregi non troppo precisi. A me piace perchè ha l'aspetto della sabbia, dorata e friabile, sempre calda. Purtroppo è anche sempre umida, la sua porosità la rende utile solo al decoro. Non è salubre usarla per la struttura, come si fa altrove con altre pietre meno permeabili.

Tra una casa di proprietà e una in affitto, per il sardo medio passa la stessa differenza che c'è tra la propria amata moglie e una concubina mantenuta per i bisogni più infimi. Pur di non pagare un affitto a terzi è capace di aspettare anni e anni per comprarsela, spesso rimandando le nozze. Nel paese di Cabras il mercato degli affitti riguarda principalmente le seconde case ed ha come destinatari i turisti, quasi mai la gente del posto.
L'architettura delle case di Cabras non è diversa da quella dei paesi del circondario: piano terra e al massimo un primo piano, onnipresente cortile, spazi tanto ampi da suscitare l'invidia sistematica di chi - in città come Milano o Roma - paga migliaia di euro per ogni centimetro quadro in più di edificato. Qui lo spazio non manca e nessuno usa la carenza di metratura domestica per giustificare il fatto di fare un figlio solo.
I colori delle facciate sono decisi da delibere comunali e dovrebbero rientrare nell'ampia gamma calda dei colori della terra. Quasi sempre gli abitanti li rispettano (generando armonie come le case delle foto che ho fotografato ieri verso le 20), salvo qualche deprecabile svarione cromatico che genera veri e propri pugni in un occhio, mai adeguatamente sanzionati.
