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Man mano che la primavera cede il passo all'estate, i campi nei Sinis assumono la colorazione tipica del grano maturo. Ma la macchia resiste ancora verde brillante nonostante la canicola, creando contrasti cromatici molto netti.
Questa foto è scattata tra Porto Suedda e Mari Ermi e mette in luce questa contrapposizione in maniera chiara. La capanna sembra indecisa su da che parte stare. In realtà, costruita con falasco reciso, la costruzione deve la sua struttura ai cespugli ancora verdi in primo piano.
Un tempo ce ne erano decine, di capanne. Sorgevano abusive, senza servizi igienici, adibite a rudimentali seconde case per vacanze, una sorta di villaggio turistico locale.
Se sia stato un bene abbatterle o meno, non lo giudico. Erano pericolose, anti-igieniche, usate a sproposito per affittarle ai turisti a prezzi esorbitanti. Però io le avrei regolamentate, anzichè farle sparire quasi totalmente dal paesaggio di cui erano divenute parte distintiva.
Avevo quattordici anni quando nel 1986 ne bruciarono 21 una di fila all'altra come zolfanelli, in un incendio scoppiato per una scintilla da una cucina a gas.
Anche un fazioso può riconoscere che da quel giorno San Giovanni ha cominciato lentamente a morire, turisticamente parlando, privato di alternative valide per trattenere il flusso turistico.
Qualcuna ancora resiste in piedi, reliquia di un tempo trascorso.
