Un viaggio fotografico in uno dei posti più selvaggi d'Italia.

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giovedì, 02 marzo 2006

Questa l'ho scattata un mese fa, in pieno gennaio 2006. E' Is Arutas.

E' una paleo-spiaggia.

Tradotto significa che la sabbia che vedi non si riformerà, perchè le rocce da cui si è generata migliaia di anni fa non esistono più. Ecco perchè portare via anche un solo bicchiere di sabbia da qui è un reato penale.

Mi da un senso terribile di non ritorno, la voglia disperata di controllare che non me ne resti attaccato addosso nemmeno uno per sbaglio, sacrilegio. Non ci vengo mai in spiaggia qui, divento agressiva e paranoica verso i turisti superficiali che se ne lasciano cadere manciate nei costumi per sfuggire ai controlli dei vigili.

Tutti unici, questi granelli. Ma soprattutto sono tutti irripetibili. Un pò come le persone. Però - al contrario delle persone - non ne nascono più.
Avverto un rispetto profondo davanti a questi sassolini perfetti. Osservandoli capisco come sia possibile che si generino religioni per adorare elementi naturali.

La chiamano la spiaggia dei chicchi di riso, con una espressione senza fantasia.
I chicchi di riso sono tutti bianchi e uguali.
Questi grani di quarzo sono tutti diversi l'uno dall'altro: quarzo rosa, quarzo verde, quarzo giallino, quarzo grigio di tante sfumature...
Chiunque sia l'artefice, aveva più fantasia del riso.

Ciascuno di questi granelli è la memoria di una montagna, il testamento misterioso di un Dio di pietra opalescente.

Per anni i signori della Costa Smeralda hanno portato via questa sabbia a quintali per creare le spiagge private delle loro ville sulle rive delle coste galluresi che, per legge di contrapasso, hanno tutto quel che si può desiderare da una costa tranne la sabbia.

Per prenderci il sole è un posto poco cauto. Riflette i raggi solari dimezzando i tempi di qualunque filtro solare.

Postato da: Grienne a 15:11 | link | commenti (1)
sardegna, area marina protetta, is arutas, quarzo


Commenti
#1   07 Marzo 2006 - 10:55
 
è vero. ma è vero per tutte le spiagge, per tutte le cose che sono irripetibili. Capisco però anche chi si mette in tasca una manciata, ma non perchè è irripetibile, come mettersi in tasca quindici granelli di una qualsiasi sabbia , anche di quella ripetibile, un sasso. Tutte le volte che vado in una spiaggia, sulla riva di un fiume, sento l'impulso a prendere un sassolino, lo metto insieme agli altri, poi magari me ne pento.
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